AGGIORNAMENTI
LEGISLATIVI 2006
NOTA
INFORMATIVA
L’ULTIMO
SBERLEFFO
I finanziamenti
alle Regioni del 3,8%, quelli a Comuni e Province diminuiti del 6,7%,
più direttamente con riferimento ai servizi sociali il Fondo
Nazionale per le politiche Sociali, che riguarda diritti soggettivi
(assegno ai nuclei familiari, assegno di maternità, agevolazioni
per i genitori di disabili gravi, etc.) viene più che dimezzato:
da un miliardo di euro nel 2005 (ma ne sono stati ripartiti soltanto
la metà) a 472 milioni di euro per il 2006.
Con queste riduzioni di spesa la Finanziaria 2006 descrive l’attenzione
alle politiche sociali dell’attuale Governo; in compenso si propongono
i consueti incentivi demografici (bonus bebè, detrazioni per
le rette degli asili nido) e l trovata ad effetto del 5 per mille (sperimentale)
del gettito IRPEF che potrà essere destinato al volontariato,
alla ricerca, alle ONLUS, all’associazionismo.
Ma la Finanziaria costituisce anche l’ultimo sberleffo alle richieste
dei disabili, che erano state definite con la manifestazione di novembre
della FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap)
Per le persone disabili e i loro familiari si è creata una situazione
di grave disagio e di grande umiliazione civile e sociale.
E’ successo altre volte quando si verifica una crisi economica
(ricordiamo il governo Amato degli anni 90) si riducono i finanziamenti
per l’assistenza, per il sostegno ai cittadini deboli e più
poveri, ma mai come questa volta la decisione è stata accettata,
nell’indifferenza e nel silenzio, come qualcosa di inevitabile,
di secondario: la solidarietà è diventata discrezionale,
virtuale e televisiva, non è più un dovere costituzionale.
LE BRICIOLE:
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI 2006
La Direzione
Centrale dell’INPS con circolare n. 120 del 28/12/2005 ha indicato
gli importi e i limiti di reddito relativi alle prestazioni economiche
per gli invalidi civili, i ciechi civili e i sordomuti per l’anno
2006.
L’aumento provvisorio, calcolato in base al costo della vita (perequazione
automatica), è dell’1,7% (per l’indennità
di accompagnamento si applica un altro criterio); i limiti di reddito
sono stati incrementati nella stessa misura.
Nella tabella che segue riportiamo gli importi in euro comparati con
quelli del 2005.
Pensione
di inabilità
(agli invalidi totali: 100%)
13 mensilità
Importo 2005: 238,07
Importo 2006: 233,87
Limite di reddito 2005: 13.739,69
Limite di reddito 2006: 13.973,26
Assegno
mensile di assistenza
(agli invalidi parziali: dal 74%)
13 mensilità
Importo 2005: 238.07
Importo 2006: 233.87
Limite di reddito 2005: 4.021,16
Limite di reddito 2006: 4.059,74
Indennità
mensile di frequenza
(ai minori con difficoltà che frequentano gli asili nido, scuola,
centri di riabilitazione o di formazione)
Mensile per la durata del diritto
Importo
2005: 238.07
Importo 2006: 233.87
Limite di reddito 2005: 4.021,16
Limite di reddito 2006: 4.059,74
Indennità di accompagnamento
(agli invalidi non deambulanti o bisognosi di
assistenza continuativa)
12 mensilità
Importo
2005: 443,83
Importo
2006: 450,78
Limite
di reddito 2005: Nessuno
Limite
di reddito 2006: Nessuno
TRASFERIMENTO
ALL’INPS DELLE COMPETENZE DI VERIFICA DELL’INVALIDITA’
CIVILE.
E’
stato deciso (art. 10 L. 248 del 2 dicembre 2005) che l’INPS assumerà
il compito delle verifiche di invalidità, handicap e disabilità
ora di competenza del Ministero dell’Economia.
Fino ad oggi il Ministero dell’Economia controllava tutti i verbali
di invalidità civile (L. 118/71), di handicap (L. 104/1992) e
di disabilità (L. 68/1999) attraverso proprie Commissioni Mediche
di Verifica presenti su tutto il territorio nazionale.
Nella sostanza tutti i verbali delle Commissioni delle Aziende ASL,
prima di essere consegnati al cittadino, dovevano essere approvati dalle
Commissioni Mediche di Verifica del Ministero dell’Economia.
La Commissione poteva convalidare i verbali, oppure richiedere approfondimenti,
oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre poteva effettuare
controlli periodici a campione.
Con la nuova legge tutte queste competenze, assieme al personale e alle
risorse economiche necessarie, sono trasferite all’INPS, l’Istituto
cui già è affidata l’erogazione delle provvidenze
economiche agli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.
Anche nelle nuove commissioni vi saranno i medici rappresentanti delle
Associazioni storiche, che come noto utilizzano questa prerogativa per
scopi di tesseramento.
VARIE
Il Consiglio dei
Ministri nella seduta del 29 Dicembre 2005 ha approvato due Decreti
Legge che riguardano i disabili.
1) Nel contesto di disposizioni urgenti per il funzionamento della Pubblica
Amministrazione, si è stabilito:
- che le Regioni adottano provvedimenti diretti a semplificare e unificare
le procedure di accertamento sanitario dell’invalidità
e del handicap, che saranno effettuate dalle apposite Commissioni in
sede, forma e data unificata;
- che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate,
o progressive che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità
di accompagnamento sono esonerati da ogni visita medica, anche a campione,
finalizzata all’accertamento della minorazione o dell’handicap
(questa disposizione era già stata approvata: L. 326/2003 art.
42 comma 7).
- che con appositi decreti Ministeriali sono individuate le patologie
e le menomazioni rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di
controllo e di revisione ed è indicata la documentazione sanitaria
necessaria.
Si tratta di norme da tempo richieste anche da ANIEP che consentirebbero
l’unificazione del riconoscimento d’invalidità e
di handicap, che ora sono distinti, e i controlli nei confronti dei
disabili in situazione di gravità.
Tuttavia i decreti legge devono essere approvati dal Parlamento entro
60 giorni e poiché le Camere saranno sciolte a fine gennaio le
probabilità di approvazione sono quasi nulle.
2) Nell’ambito
di un altro Decreto legge che ha introdotto lo scrutino elettronico,
è stata stabilita la possibilità del voto domiciliare
per elettori che siano “intrasportabili” a causa di apparecchiature
mediche di vitale importanza.
Questo provvedimento, che è stato voluto dall’associazione
Luca Coscioni e da molte altre organizzazioni di disabili, dovrebbe
invece ottenere l’approvazione in vista delle prossime elezioni
politiche.
Misure per la tutela
giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni.
Mentre non è
ancora possibile sapere se il Parlamento riuscirà ad approvare
le norme sulla semplificazione degli accertamenti sanitari il Senato
ha apprvato un disegno di legge d’iniziativa governativa (ora
in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) recante Misure per
la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di
discriminazioni.
L’art. 2 del provvedimento illustra quali siano i comportamenti
da considerare discriminatori distinguendo fra discriminazione diretta
e indiretta.
La discriminazione è diretta quando per motivi connessi alla
disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente
di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una non disabile in una
situazione analoga.
La discriminazione è indiretta quando una disposizione, un criterio,
una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri
mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio
rispetto ad altre persone.
Rappresentano quindi discriminazione tutti quei comportamenti o realtà
che creano nei confronti dei disabili un clima di rifiuto o esclusione,
oltre che ledere la dignità e la libertà.
Le misure previste dal disegno di legge per contenere o sanzionare i
comportamenti discriminatori sono di natura giurisdizionale, consistono
cioè in una maggiore tutela di chi ricorre in giudizio.
E’ possibile punire, con relativo risarcimento dei danni, chiunque
metta in atto un comportamento discriminatorio per le persone con disabilità:
l’azienda dei trasporti che non consente a una persona su sedia
a ruote di usufruire liberamente del mezzo pubblico, l’impresa
alberghiera che non accoglie, oppure chi fornisce prestazioni di assistenza
proponendo esclusivamente servizi che la persona non può o non
desidera utilizzare, tutte le situazioni in cui si verificano ostacoli
fisici o culturali per l’uguaglianza di opportunità.
Si tratta di norme che già esistevano, ma che adesso assumono
carattere più generale e formale.