ASSEMBLEA NAZIONALE ANIEP - IGEA MARINA 3 - 4 GIUGNO 2006 - MOZIONE CONCLUSIVA

   
             
 

ASSEMBLEA NAZIONALE ANIEP

(IGEA MARINA 3 - 4 GIUGNO 2006)

MOZIONE CONCLUSIVA DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI ANIEP

ANIEP ribadisce l’impegno politico e culturale per l’integrazione dei disabili nella scuola, nella formazione, nell’università, nel lavoro e nella vita familiare e sociale; i disabili non devono essere considerati soggetti passivi di interventi assistenziali e tecnici, ma protagonisti e partecipi della vita della comunità nei normali contesti in cui si svolge, ciascuno secondo le proprie possibilità.
Oltre alla garanzia dei diritti costituzionali e alla libertà dal bisogno, ANIEP chiede al nuovo Parlamento:
· l’adeguamento delle pensioni e degli assegni assistenziali fino a 516 euro, l’istituzione del Fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti e il ripristino del Fondo Nazionale per le politiche sociali;
· l’attuazione della riforma dell’assistenza (L. 328/2000) con riferimento alla definizione di nuovi criteri per l’accertamento dell’invalidità e il riordino degli assegni e delle indennità, secondo il principio che ad uguali bisogni devono corrispondere uguali prestazioni e l’approvazione dei Livelli Essenziali di Assistenza al fine di garantire le prestazioni su tutto il territorio nazionale in modo omogeneo;
· la predisposizione di un Testo Unico delle leggi sui disabili col fine di razionalizzare i provvedimenti, di integrarli, di armonizzarli col nuovo assetto istituzionale e per eliminare le attuali difficoltà applicative che compromettono l’esigibilità dei diritti;

· di stabilire la deducibilità dal reddito di tutte le spese sostenute per l’assistenza dei disabili, in situazione di gravità, anche se prestate da personale non professionale;
· di estendere i congedi annuali anche ai coniugi delle persone disabili in situazione di gravità (attualmente sono concessi ai genitori o a un fratello);
· la ricostituzione della Consulta Nazionale per le politiche della disabilità con scopi di promozione legislativa e di consultazione per l’elaborazione delle politiche sociali;
· di divulgare i progetti e la pratica di Vita indipendente, soluzione che consiste nell’attribuire i finanziamenti dell’assistenza direttamente all’utente (che li gestisce personalmente), anziché a istituti e cooperative o professionisti.

La situazione del welfare propone altre complessità con riferimento ai temi della sussidiarietà, del volontariato, Terzo settore e di ulteriori modificazioni della Costituzione.
Ma resta prevalente e urgente l’impegno culturale: una società che considera le persone con disabilità come cittadini bisognosi e incapaci i cui diritti derivano dalla benevolenza e dal pietismo, non crea integrazione, ma emarginazione.
Si è affermata una immagine collettiva secondo la quale i disabili devono essere curati, protetti e accettati nel contesto sociale come una presenza inevitabile e quasi mai in un rapporto di relazione e di reciprocità.
Questa attribuzione di passività, che molti disabili rafforzano con la rinuncia alla vita attiva e la ritirata nell’invalidismo, costituisce, forse più delle carenze legislative, il problema che bisogna risolvere.
La rivendicazione dei diritti deve essere contestuale all’affermazione della dignità e dell’uguaglianza personale e sociale.


Il presidente nazionale
Gianni Selleri