FINANZIARIA 2002 (L. 28/12/2001 n. 448) - INFORMAZIONI
   
             
 

E' stata definitivamente approvata la Legge Finanziaria 2002; per la prima volta dopo oltre dieci anni il provvedimento non contiene nuove norme per i disabili e a stento si mantengono i diritti acquisiti.
ANIEP e la FISH avevano sollecitato e proposto diversi emendamenti come l'aumento delle pensioni e degli assegni, la detrazione delle spese assistenziali sostenute dagli handicappati gravi, ulteriori finanziamenti per il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili….
La finanziaria è stata approvata, per gli handicappati niente e così sia.
Riportiamo di seguito le poche disposizioni di carattere generale che contengono riferimenti che ci interessano.

Detrazioni per i figli a carico

Sono state aumentate le cifre forfettariamente detraibili per ogni figlio a carico: 1 milione per ciascun figlio a carico alle famiglie con un reddito annuo complessivo fino a lire 70 milioni; se i figli a carico sono due il limite di reddito sale fino a lire 80 milioni, se i figli sono tre il limite di reddito è di lire 90 milioni, se i figli sono quattro o più non vi è nessun limite di reddito.
Si prevede in particolare che per ogni figlio disabile (persona handicappata come definita dall'art. 3 della legge 104/92 e quindi anche se non è in situazione di gravità) si può detrarre dall'imposta lorda la somma di L. 1.500.000=.
Si osserva che i maggiori benefici riguardano le famiglie con redditi medio-alti.

Ristrutturazioni edilizie

Sono state prorogate tutte le precedenti agevolazioni e cioè la detrazione del 36% delle spese sostenute per interventi edilizi e di ristrutturazione.
Il beneficio fiscale (fino ad un importo massimo di 150 milioni) riguarda specificatamente anche l'eliminazione delle barriere, l'installazione di ascensori e montacarichi, la realizzazione di ogni strumento che sia atto a favorire la mobilità interna ed esterna all'appartamento e soluzioni di demotica e controllo ambientale.

Aumento delle pensioni

Dal 1° gennaio 2002 le pensioni inferiori al milione di lire mensili sono aumentate fino al limite di tale importo purché il beneficiario abbia un'età pari o superiore a 70 anni e non disponga di un reddito personale superiore a lire 13 milioni.
Nel caso che si tratti di una persona coniugata occorre che il proprio reddito non sia superiore a 13 milioni di lire e che la somma del reddito personale con quello del coniuge non oltrepassi l'importo predetto più quello dell'assegno sociale: complessi- vamente circa 21 milioni annui.

Dal calcolo dei redditi sono esclusi quelli derivanti dalla casa di abitazione e l'indennità di accompagnamento e di comunicazione (agli invalidi civili, ai ciechi e ai sordomuti).
L'aumento delle pensioni minime fino a un milione mensile per tredici mensilità, con limiti di reddito sopraindicato, spetta a tutti i cittadini con 70 o più anni e quindi anche agli handicappati (invalidi civili, sordomuti e ciechi titolari di pensione o assegno di assistenza) che al compimento del sessantacinquesimo anno di età hanno ottenuto la pensione o l'assegno sociale dall'INPS.
L'incremento della pensione fino a lire un milione spetta inoltre agli invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi assoluti di età pari o superiore ai 60 anni (i limiti di reddito sono i medesimi).
Questa norma non riguarda gli invalidi parziali (titolari dell'assegno mensile di assistenza), né i ciechi parziali; sono ovviamente esclusi tutti gli invalidi, anche quelli gravissimi, di età inferiore ai 60 anni.
Per i possessori di redditi inferiori a quelli indicati, l'incremento è corrisposto in misura tale da non comportare il superamento dei limiti stessi.

Osservazioni conclusive

La legge Finanziaria sembra confermare la mancanza da parte dell'attuale Governo di un progetto complessivo per le politiche sociali.
Inoltre il ministro Maroni non decide ancora circa i decreti di attuazione della riforma dell'assistenza (riordino delle prestazioni economiche, nuovi criteri per il riconoscimento dell'invalidità, ecc.).
Vi sono da sottolineare anche alcuni dati negativi:
·non è stata rifinanziata la legge 13/89 che prevede contributi per i disabili che hanno necessità di eliminare le barriere architettoniche all'interno della propria abitazione;
·non è stata neppure rifinanziata la legge 162/98 che contiene varie disposizioni per gli handicappati in situazione di gravità e per la vita indipendente;
·i trasferimenti finanziari agli enti locali (che sono titolari delle prestazioni socio-assistenziali) hanno subito una sensibile riduzione.


IL PRESIDENTE PROVINCIALE
(Marcello Bandini)