E' stata definitivamente approvata la
Legge Finanziaria 2002; per la prima volta dopo oltre dieci anni il
provvedimento non contiene nuove norme per i disabili e a stento si
mantengono i diritti acquisiti.
ANIEP e la FISH avevano sollecitato e proposto diversi emendamenti come
l'aumento delle pensioni e degli assegni, la detrazione delle spese
assistenziali sostenute dagli handicappati gravi, ulteriori finanziamenti
per il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili….
La finanziaria è stata approvata, per gli handicappati niente
e così sia.
Riportiamo di seguito le poche disposizioni di carattere generale che
contengono riferimenti che ci interessano.
Detrazioni
per i figli a carico
Sono state aumentate le cifre forfettariamente detraibili
per ogni figlio a carico: 1 milione per ciascun figlio a carico alle
famiglie con un reddito annuo complessivo fino a lire 70 milioni; se
i figli a carico sono due il limite di reddito sale fino a lire 80 milioni,
se i figli sono tre il limite di reddito è di lire 90 milioni,
se i figli sono quattro o più non vi è nessun limite di
reddito.
Si prevede in particolare che per ogni figlio disabile (persona handicappata
come definita dall'art. 3 della legge 104/92 e quindi anche se non è
in situazione di gravità) si può detrarre dall'imposta
lorda la somma di L. 1.500.000=.
Si osserva che i maggiori benefici riguardano le famiglie con redditi
medio-alti.
Ristrutturazioni
edilizie
Sono state prorogate tutte le precedenti agevolazioni
e cioè la detrazione del 36% delle spese sostenute per interventi
edilizi e di ristrutturazione.
Il beneficio fiscale (fino ad un importo massimo di 150 milioni) riguarda
specificatamente anche l'eliminazione delle barriere, l'installazione
di ascensori e montacarichi, la realizzazione di ogni strumento che
sia atto a favorire la mobilità interna ed esterna all'appartamento
e soluzioni di demotica e controllo ambientale.
Aumento
delle pensioni
Dal 1° gennaio 2002 le pensioni inferiori al milione
di lire mensili sono aumentate fino al limite di tale importo purché
il beneficiario abbia un'età pari o superiore a 70 anni e non
disponga di un reddito personale superiore a lire 13 milioni.
Nel caso che si tratti di una persona coniugata occorre che il proprio
reddito non sia superiore a 13 milioni di lire e che la somma del reddito
personale con quello del coniuge non oltrepassi l'importo predetto più
quello dell'assegno sociale: complessi- vamente circa 21 milioni annui.
Dal calcolo dei redditi sono esclusi quelli derivanti
dalla casa di abitazione e l'indennità di accompagnamento e di
comunicazione (agli invalidi civili, ai ciechi e ai sordomuti).
L'aumento delle pensioni minime fino a un milione mensile per tredici
mensilità, con limiti di reddito sopraindicato, spetta a tutti
i cittadini con 70 o più anni e quindi anche agli handicappati
(invalidi civili, sordomuti e ciechi titolari di pensione o assegno
di assistenza) che al compimento del sessantacinquesimo anno di età
hanno ottenuto la pensione o l'assegno sociale dall'INPS.
L'incremento della pensione fino a lire un milione spetta inoltre agli
invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi assoluti di età
pari o superiore ai 60 anni (i limiti di reddito sono i medesimi).
Questa norma non riguarda gli invalidi parziali (titolari dell'assegno
mensile di assistenza), né i ciechi parziali; sono ovviamente
esclusi tutti gli invalidi, anche quelli gravissimi, di età inferiore
ai 60 anni.
Per i possessori di redditi inferiori a quelli indicati, l'incremento
è corrisposto in misura tale da non comportare il superamento
dei limiti stessi.
Osservazioni
conclusive
La legge Finanziaria sembra confermare la mancanza da
parte dell'attuale Governo di un progetto complessivo per le politiche
sociali.
Inoltre il ministro Maroni non decide ancora circa i decreti di attuazione
della riforma dell'assistenza (riordino delle prestazioni economiche,
nuovi criteri per il riconoscimento dell'invalidità, ecc.).
Vi sono da sottolineare anche alcuni dati negativi:
·non è stata rifinanziata la legge 13/89 che prevede contributi
per i disabili che hanno necessità di eliminare le barriere architettoniche
all'interno della propria abitazione;
·non è stata neppure rifinanziata la legge 162/98 che
contiene varie disposizioni per gli handicappati in situazione di gravità
e per la vita indipendente;
·i trasferimenti finanziari agli enti locali (che sono titolari
delle prestazioni socio-assistenziali) hanno subito una sensibile riduzione.
IL PRESIDENTE PROVINCIALE
(Marcello Bandini)