E’ stato approvato dalla Camera
il 31 maggio scorso il disegno di legge “Legge quadro per la realizzazione
del sistema integrato di interventi e servizi sociali” (riforma
dell’assistenza), che passa ora all’esame del Senato. Si
tratta di un testo molto complesso ed esteso, riguardo al quale, quanto
prima, dovrà essere fatto un commento di sintesi. In sostanza
si trasferiranno alle Regioni e agli enti locali tutte le competenze
socio-assistenziali, gli interventi assistenziali saranno integrati
con quelli sanitari, educativi, di formazione e lavoro. Allo Stato restano
le prestazioni economiche, che verranno riclassificate e razionalizzate,
fermi restando i diritti acquisiti.
Riguardo all’applicazione della Legge 8 marzo 2000 n. 53, artt.
19 e 20 (permessi e agevolazioni per l’assistenza ai portatori
di handicap), è in fase di stesura una circolare esplicativa
dell’INPS e del Ministero della Funzione Pubblica.
Col D.Lgs. 3 maggio 2000 n. 13, sono state approvate alcune modificazioni
circa i criteri per l’indicatore della situazione economica (ISE)
che prevedono più favorevoli valutazioni per le prestazioni di
natura socio-sanitaria erogate a domicilio o in ambiente residenziale
a ciclo diurno o continuativo, purché riferite a persone con
handicap grave e permanente.
Nella riforma delle tasse di successione (in discussione alla Camera)
si è stabilito che i patrimoni fino ad 1 miliardo destinati ad
handicappati gravi non sono soggetti a tassazione.
Altre iniziative riguardano la legge l’Amministratore di sostegno
(già approvato alla Camera) e la concessione di tre anni di congedo,
da fruire in qualsiasi tempo dell’età lavorativa, per i
genitori di handicappati gravissimi.