SINDROME
POST-POLIO
Si
stima che in Europa vi sia un milione e mezzo di sopravvissuti alla
poliomielite(in Italia sono circa cento mila), la maggior parte dei
quali ha contratto la malattia durante le epidemie degli anni 1940,
1950. Il 50% di tutti i superstiti, di età compresa tra i 40
e i 70 anni sta per finire l’attività lavorativa.
La post-polio (denominata anche “effetti tardivi della polio”)
è uno stato neurologico conosciuto, anche se non bene valutato,
che colpisce i muscoli precedentemente lesi dalla polio; la sindrome
provoca debolezza, fatica, dolore muscolare, disturbi del sonno e eccezionalmente
problemi di respirazione.
Queste condizioni possono essere alleviate con trattamenti di fisioterapia
o ausili per la deambulazione. Si stima che il 60% dei sopravvissuti
alla polio abbia sviluppato o svilupperà la sindrome post-polio
circa 35-40 anni dopo l’attacco del polio virus.
La sindrome post-polio è causata da decenni di “uso eccessivo”
di muscoli affaticati da un grande lavoro nonostante il numero esiguo
di neuroni.
I superstiti la cui debolezza muscolare non è stata trattata
possono perdere ogni anno il 7 % dei neuroni motori rimanenti.
I post-poliomielitici devono essere informati sui benefici del risparmio
di energie per evitare di danneggiare ulteriormente i neuroni, i muscoli
e le articolazioni colpite dal virus, camminando di meno, curando eventuali
disordini del sonno, utilizzando ausili o protesi.
Tra i ricercatori si sta sviluppando un crescente consenso sul fatto
che questa nuova, progressiva debolezza, sintomo principale della sindrome,
sia dovuta ad una degenerazione delle unità motorie, primo bersaglio
del virus durante la fase acuta della malattia. La degenerazione avviene
su due fronti: a livello dei neuroni motori e al livello delle giunture
neuromuscolari.
Ciò che rimane ancora un mistero è perché questi
neuroni cominciano a non funzionare. Ci sono varie teorie, l’eccessivo
utilizzo dei muscoli colpiti, il loro prematuro invecchiamento dovuto
al risveglio di frammenti del virus della polio…
Si tratta di ipotesi possibili, anche se nessuna al momento può
essere esclusa o provata. Si deve comunque tenere conto del fatto che
fra i 40 e i 60 anni l’uomo perde in media il 25% della forza
muscolare, questa riduzione che per una persona normodotata non costituisce
un problema, per un poliomielitico, che ha un limitata funzionalità
muscolare, il normale “indebolimento” incide fortemente
sulle potenzialità residue.
La nostra Sede Provinciale ANIEP ha effettuato un’indagine fra
i propri soci, con il loro consenso, per conoscere quanto sia diffusa
questa sindrome. (il consenso si è reso necessario per le norme
sulla privacy).